Il posizionamento di un sito sui motori di ricerca.
Parte 1

L’ottimizzazione di un sito web (ma anche di una singola pagina web) per i motori di ricerca è una pratica che sta assumendo sempre più importanza. Portare il proprio sito nelle prime posizioni dei risultati prodotti da un motore come Google può fare la differenza tra il successo o l’insuccesso, tra avere visitatori o restare sconosciuti.

Il posizionamento di un sito web sui motori di ricerca (ma sarebbe meglio dire “sul” motore di ricerca per eccellenza, cioè Google) è un passaggio che va affrontato con estrema delicatezza sin dal “concepimento” del sito stesso, perché gli sbagli si pagano cari. In gergo tecnico si pagano con il “ban” (ossia con la penalizzazione, se non addirittura la scomparsa) del sito dal motore di ricerca stesso. E riprendere la situazione sotto il proprio controllo non è affatto banale, ma sopratutto richiede tempo, molto tempo. E questo, come penso capirete, può comportare un danno economico e d’immagine non indifferente, se si utilizza il Web come strumento per veicolare le nostre informazioni (o i nostri prodotti).

Come procede allora per far si che il nostro sito (o, ripeto, anche una singola pagina) sia indicizzato al meglio da Google?

Cerchiamo di dare una risposta partendo dalle nozioni base e analizzando via via i principali aspetti che possono influenzare il nostro lavoro.

Sia chiaro, non parlerò nelle pagine successive di “trucchi” o “artifici” particolari per ottenere la prima posizione in assoluto, bensì di semplici ma fondamentali accorgimenti (o per dirla con un termine alla moda “best practices”…) che possono migliorare il posizionamento del nostro sito. Sono proprio gli errori più banali che spesso determinano la frustazione di chi ha realizzato un buon lavoro ma poi non si vede riconosciuto il giusto merito, inteso con la scarsità di visite.

Vi avverto, sarò lungo… per natura e per “deformazione” mentale ho sempre ritenuto corretto scrivere in una forma la più comprensibile possibile, anche per chi non è addentro a certe questioni, ma che può essere interessato, o semplicemente incuriosito, da un certo argomento.

Gli “addetti ai lavori” che vogliono saltare alle conclusioni possono andare direttamente a questa pagina, dove ho riportato una sintesi di quanto illustrato in questa serie di articoli.

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I passi da affrontare per ottenere il massimo dai motori di ricerca

Iniziamo dunque ad affrontare il posizionamento di un sito web sui motori di ricerca partendo dall’impostazione di una singola pagina che potrebbe essere per l'appunto la homepage del sito stesso. Prima di mettervi al lavoro ponetevi questa serie di domande:

1. qual è esattamente l’argomento che sarà trattato nel sito?

2. come lo cercherei io su Google?

3. qual è l’attuale diffusione di quell’argomento?

4. quali e quanti sono i miei potenziali concorrenti (o competitors)?

Le prime 2 domande sono fondamentali. Una loro corretta analisi può portare a risultati inaspettati in termini di visibilità. Le 2 domande successive entrano in gioco successivamente tuttavia è necessario averle sempre bene in mente specie se il nostro scopo è quello di promuovere un sito in settori particolarmente “affollati”. 

La scelta dei termini giusti

La risposta alla domanda 1 deve essere coincisa (molto coincisa...): 3 o 4 parole al massimo. Se state pensando a qualcosa come “E’ giusto ricorrere all’inseminazione artificiale delle mucche carolingie per consentire la preservazione della specie autoctona?” fermatevi subito, riavvolgete il nastro e riprendete da capo. Quello che avete appena pensato è, appunto, una descrizione “umana” di quello che volete trattare all’interno del vostro sito/pagina.

Nota dell’autore: la frase appena scritta come esempio è volutamente “di fantasia”, non sono un esperto, ma non mi risulta proprio che esista una specie di mucche denominata “carolingia”… (Google docet…)

Il web è sintetico! Pensate a come vi comportate quando cercate qualcosa su Google. Inserite 1 o 2 termini nella casella apposita e poi premete sul pulsante Cerca. Giusto?

Bene, così fanno anche milioni di persone che ogni giorno si rivolgono a Google per le loro ricerche e quindi è importante che quei termini siano presenti bene in evidenza nella vostra pagina. Con questo abbiamo dato anche una prima sommaria risposta alla domanda n. 2.

Quali sono allora i termini corretti da utilizzare?

Analizziamo la frase che abbiamo appena pensato.

“E’ giusto ricorrere all’inseminazione artificiale delle mucche carolingie per consentire la preservazione della specie autoctona?”

Qual è il soggetto della frase? Le mucche carolingie, giusto?

Quali sono gli altri elementi importanti in quel contesto?

Direi “inseminazione artificiale” e “preservazione specie autoctona”.

Bene, siccome “inseminazione artificiale” è sicuramente da mettere in secondo ordine perché è probabile che chi cerca questo termine sia più orientato al contesto umano, riscriverei quella frase in questo modo:

Mucche carolingie, preservazione della specie autoctona attraverso l’inseminazione artificiale.

Parchè ho riformulato la frase in questo modo? Vediamolo passo dopo passo.

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