Come si scrive un'autocertificazione?

di , marbaro.it

Come si scrive un'autocertificazione?

L'autocertificazione o, più correttamente, la dichiarazione sostitutiva di certificazione è stata introdotta con il D.P.R. n. 445 del 28/12/2000. A livello burocratico, si tratta di un'importante processo di semplificazione e di snellimento che permette ai cittadini di autodichiarare, mediante un semplice documento cartaceo e sotto la propria responsabilità, alcuni dei propri dati senza più la necessità di ricorrere ai certificati rilasciati delle Amministrazioni Pubbliche. Tuttavia l'autocertificazione per essere valida e riconosciuta, deve essere scritta mediante una formulazione ben precisa che andiamo ad analizzare di seguito descrivendo come si scrive un'autocertificazione.

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Come scrivere un'autocertificazione

L'autocertificazione può essere scritta, anche a mano, su di un comune foglio di carta bianca. Tuttavia, affinché abbia ufficialità, è necessario indicare obbligatoriamente alcuni elementi distintivi. Innanzitutto che si tratta di una dichiarazione sostitutiva di certificazione resa ai sensi dell'art. 46, lettera c, del DPR n. 445 del 28/12/2000. A seguire devono essere riportati i dati anagrafici completi del dichiarante e infine l'oggetto dell'autocertificazione (cosa si sta autocertificando).

Una volta scritta non è necessario apporre marche da bollo (documento esente da bollo) e la firma non deve essere autenticata da un funzionario pubblico ne deve essere apposta alla presenza dell'impiegato dell'ente o dell'ufficio che ha richiesto la dichiarazione. Le autocertificazioni possono infatti essere presentate a mano o inviate per posta, via fax o via telematica agli uffici a cui sono dirette.

Con l'introduzione della normativa sulla tutela dei dati personali (Legge sulla Privacy) è inoltre necessario inserire una "liberatoria", che, in base all'art. 13 del D.Lgs. 196/2003, consenta a chi riceve la dichiarazione, di trattare i dati presenti anche con strumenti informatici, esclusivamente nell'ambito e per le finalità del procedimento per il quale la dichiarazione viene resa.

Per chiarire ed esemplificare quanto detto sopra, potete scaricare questo esempio di autocertificazione generica. Potete inoltre trovare dei modelli specifici nella pagina dedicata ai modelli di autocertificazione.

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Cosa è autocertificabile?

Innanzitutto si possono autocertificare i dati anagrafici come: il luogo e la data di nascita, la residenza, la cittadinanza, il godimento dei diritti civili e politici, lo stato di famiglia, l'esistenza in vita, la nascita del figlio/a, la morte del coniuge, del genitore, del figlio, ecc. Sono autocertificabili anche le situazioni di stato civile: celibe/nubile, coniugato, vedovo, stato libero, maternità, paternità, separazione o comunione dei beni.

Sono altresì autocertificabili i titoli di studio e le qualifiche professionali, così come gli esami sostenuti, la propria situazione reddituale, economica e fiscale, il carico familiare, lo stato di disoccupazione, il non aver riportato condanne penali, la qualità di pensionato e la categoria di pensione, la qualità di studente, la qualità di casalinga.

E' autocertificabile anche il codice fiscale o la partita IVA così come l'essere il legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, tutore o curatore e, altra importante autocertificazione, è quella relativa al non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e non aver presentato domanda di concordato, di non essere destinatario di provvedimenti iscritti nel casellario giudiziale, di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali.

Ecco di seguito alcuni modelli di autocertificazione pronti all'uso:

- Autocertificazione residenza
- Autocertificazione stato di famiglia
- Autocertificazione nascita
- Autocertificazione nascita di figlio
- Autocertificazione godimento diritti politici
- Autocertificazione cittadinanza italiana
- Autocertificazione di Morte per l'Agenzia delle Entrate

Chi può ricorrere all'autocertificazione?

Possono ricorrere allo strumento dell'autocertificazione i cittadini italiani e quelli residenti in uno dei paesi dell'Unione Europea. Possono utilizzare l'autocertificazione anche i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in Italia ma solo per quei  dati presenti e verificabili negli archivi della Pubblica Amministrazione (ad esempio la residenza, lo stato di famiglia, lo stato di disoccupazione, ecc).

L'autocertificazione è accettata da tutte le amministrazioni pubbliche (Comuni, Provincie, Regioni, Scuole, Università, ecc.) e dai gestori di servizi pubblici. Le amministrazioni pubbliche e i gestori sono tenuti a controllare la veridicità delle dichiarazioni, ed è bene ricordare che, in caso di dichiarazione falsa o errata, il dichiarante può incorrere in una condanna penale, oltre a perdere gli eventuali benefici ottenuti con l'autocertificazione.

 

 

 

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